Dettaglio convegno
Farmaci Anestetici E Sedativi Utilizzati Nell’urgenza
05/03/2008
I farmaci di cui tratterò in questa sezione sono farmaci di uso comune nell’ambito della rianimazione per l’esecuzione di quelle procedure sia in ambito di routine che in situazione di urgenza-emergenza finalizzati a portare il paziente in uno stato i sedazione e rilasciamento neuromuscolare che renda possibile l’esecuzione di procedure medico-assistenziali quali per esempi l’intubazione endo-tracheale od il posizionamento di cannule tracheostomiche.
I farmaci che ho preso in considerazione sono i seguenti:
1. DIPRIVAN ® (propofol)
2. NIMBEX 2 ® (cisatracurio besilato)
3. TRACRIUM ® (atracurio besilato)
4. PAVULON ® (bromuro di pancuronio)
5. MIDARINE ® (suxametonio,succinildicolina)
6. IPNOVEL ® (midazolam)
DIPRIVAN®
Principio attivo: propofol
Forma farmaceutica:
 Emulsione 10mg/ml iniettabile per uso endovenoso in fiale da 20 ml
 Emulsione 10 mg/ml per infusione endovenoso in flaconi da 50ml/100 ml o siringhe preriempite da 50 ml.
Categoria farmaceutica: anestetici generali.
Note farmacologiche
Il propofol è un narcotico da iniezione di nuova introduzione, con effetto di breve durata. La struttura chimica ricorda i disinfettanti del tipo fenolo (timolo).
Per l’induzione della narcosi sono necessari 2,0-2.5 mg/kg in emulsione acquosa. A causa della rapida ripartizione, l’effetto inizia entro un minuto circa. Il propofol viene catabolizzato per coniugazione dei gruppi fenolici OH con acido glucuronico o solforico, per idrossilazione in posizione 4 e successiva coniugazione.
I prodotti di coniugazione vengono eliminati completamente per via renale. Il volume apparente di ripartizione è di circa 20 litri/kg. Ciò riflette una forte concentrazione nei tessuti ed il fatto che anche il tempo di dimezzamento nella fase di eliminazione è più lungo di quanto si possa dedurre dalla durata della narcosi.
La narcosi con propofol può essere mantenuta per lungo tempo con iniezioni ripetute.
Indicazioni d’uso e precauzioni
Il propofol deve essere somministrato mantenendo un costante monitoraggio emodinamico e ventilatorio del paziente, avendo sempre a pronta disposizione i mezzi necessari per il mantenimento della pervietà delle vie aeree, , per la ventilazione artificiale, per la somministrazione di ossigeno e tutti gli altri mezzi necessari alla rianimazione.
Come per gli altri anestetici a somministrazione endovenosa, bisogna prestare particolare attenzione in quei pazienti con disturbi cardiaci, respiratori, epatici o renali e nei pazienti ipovolemici o debilitati.
Il propofol pur non avendo attività vagolitica richiede precauzioni nell’utilizzo su quei pazienti in cui si sospetti un ipertono vagale. Particolare attenzione va posta in considerazione di quei pazienti che presenti alterazioni del metabolismo dei grassi (per esempio nell’insufficienza renale, nel diabete, in certe forme di insufficienza epatica) e nelle altre condizioni in cui deve essere usata cautela nella somministrazione di emulsioni lipidiche; per questo motivo viene indicato il monitoraggio dei livelli ematici dei lipidi nei pazienti in trattamento con Diprivan® e considerati a particolare rischio di sovraccarico lipidico con la conseguente riduzione dell’introduzione di grassi nelle altre infusioni prendendo come riferimento che la quota di grassi per il Diprivan® è di 0.1 g per 1 ml di Diprivan®.
Poiché fra le componenti del Diprivan® è presente una quota di sodio editato il quale risulta essere un chelante degli ioni metallici, compreso lo zinco bisogna prendere in considerazione al somministrazione di zinco supplementare soprattutto in quei pazienti che sono già predisposti a carenza di questo metallo quali pazienti con ustioni, diarrea e/o grave sepsi.
Interazioni farmacologiche, effetti collaterali e precauzioni nella somministrazione
Nell’uso del Diprivan® non sono state segnalate interazioni con altri medicamenti utilizzati per la premedicazione anestetica, con miorilassanti, con anestetici per inalazione ed analgesici, non è stata segnalata nessuna incompatibilità farmacologia. Il Diprivan® può essere inoltre utilizzato come supplementazione dell’anestesia spinale ed epidurale senza manifestare incompatibilità di sorta.
Nei casi in cui l’anestesia generale venga praticata in aggiunta alle tecniche di anestesia regionale, possono essere richieste dosi inferiori di Diprivan®.
Il Diprivan® non deve essere miscelato con altri farmaci o liquidi di infusione prima della somministrazione, ad eccezione di soluzioni di glucosio al 5% in sacche di PVC o in flaconi di vetro per infusione, di lidocaina iniettabile o di alfentanil iniettabile in siringhe di plastica.
L’emulsione così diluita deve essere preparata immediatamente prima della somministrazione comunque utilizzata totalmente entro 6 ore dalla preparazione.La massima diluizione non deve superare il rapporto di 1 a 5, corrispondente ad 1 parte di Diprivan® più 4 parti di soluzione di glucosio al 5% per infusione endovenosa.la somministrazione sia nella forma pura sia nella soluzione ottenuta per diluizione deve essere effettuata mediante preciso controllo della velocità e della quantità infusa mediante pompa infusionale. Diprivan® può essere infuso mediante un dispositivo ad “Y” posto vicino al sito di iniezione, contemporaneamente ad infusioni endovenose di glucosio al 5%, sodio cloruro allo 0,9% o glucosio al 4% con sodio cloruro allo 0.18%.
Tra gli effetti indesiderati del Diprivan® bisogna segnalare, nel caso di sovradosaggio ,depressione cardiorespiratoria da correggere mediante l’impiego di plasma expanders e farmaci vasopressori/vasoattivi; mentre nelle fasi di induzione dell’anestesia, si possono presentare ipotensione e apnea transitoria dose correlate.
Farmaci miorilassanti quali atracurio e mivacurio non devono essere somministrati attraverso la stessa linea infusionale se non previo abbondante lavaggio.
NIMBEX®
principio attivo: cisatracurio besilato
forma farmaceutica:soluzione iniettabile per via endovenosa
 nimbex 2®ïƒ fiale da 2,5 ml,5 ml, 10 ml,25 ml a 2 mg/ml;
 nimbex 5®ïƒ flaconcino da 30 ml a 5 mg/ml.
categoria farmaceutica: miorilassanti ad azione periferica
Interazioni farmacologiche
Molti farmaci interagiscono l’entità e la durata dell’effetto dei bloccanti neuromuscolari non depolarizzanti.
Effetto aumentato:
Anestetici inalatori come l’alotano, l’enflurano e l’isoflurano, la ketamina (ketalar®), altri bloccanti neuromuscolari non depolarizzanti o altri farmaci com’egli antibiotici (fra questi anche gli aminoglicosidi, la polimixina, la spectinomicina, le tetraciclina, la lincomicina e la clindamicina), farmaci antiaritmici (inclusi il propanololo, i calcio-antagtonisti, la lidocaina, la procainamide, la chinidina), diuretici (furosemide, mannitolo e acetazolamide), sali di magnesio e di litio, bloccanti gangliari (trimetafano e esametonio).
Effetto ridotto:
In pazienti con trattamento cronico mediante fenitoina e carbamazepina.
La somministrazione antecedente di suxametonio (midarine) non ha effetti sulla durata del blocco neuromuscolare seguente a dosi in bolo di Nimbex® o sul suo fabbisogno durante la somministrazione.
La somministrazione di suxametonio per prolungare l’effetto dei bloccanti neuromuscolari può determinare un blocco complesso e prolungato che può essere difficile da antagonizzare mediante l’uso di anticolinesterasici.
L’interazione con alcuni farmaci può manifestare o aggravare una miastenia grave latente; questi farmaci sono: diversi antibiotici, beta-blocanti, farmaci antiaritmici, antireumatici, trimetafano, clorpromazina, steroidi, fenitoina e litio.
Effetti collaterali e precauzioni nella somministrazione
Il cisatracurio paralizza i muscoli respiratori così come gli altri muscoli scheletrici ma non ha effetti sulla coscienza o sulla soglia del dolore per cui è necessario prima della sua somministrazione provvedere ad una adeguata sedazione del paziente. Per il suo effetto di provocare paralisi dei muscoli respiratori è necessario disporre di tutte le attrezzature necessarie per una rapida intubazione endotracheale e per la somministrazione di ossigeno supplementare. Particolare attenzione bisogna prestare in quei pazienti che già in precedenza hanno manifestato episodi allergici ad altri bloccanti neuromuscolari in quanto facilmente sono possibili nuove reazioni, con la necessità di dover poi provvedere al trattamento di una reazione allergica acuta..
Il cisatracurio può avere effetti convulsivanti su quei pazienti che presentano condizioni predisponesti quali trauma cranico, encefalopatia ipossica, edema cerebrale, encefalite virale e uremia.
L’attività di blocco del cisatracurio può essere prolungata fino al 20% dall’utilizzo in anestesia di enflurano o isoflurano.
L’antagonizzazione avviene rapidamente mediante la somministrazione di dosi standard di anticolinesterasici ed il recupero pressoché completo avviene in circa 4-9 minuti, altrimenti il recupero spontaneo da circa 13 a 30 minuti.
Il cisatracurio deve essere utilizzato solo quando la sua colorazione all’interno del flacone è limpida, incolore o di colorazione giallo chiaro o giallo-verde.
Può essere diluito in concentrazioni tra 0,1 e 2 mg/ml e resta stabile dal punto di vista chimico e fisico per 24 ore a 5°C e a 25°C nelle seguenti soluzioni per infusione:
 Sodio cloruro 0.9% p/v
 Glucosio 5% p/v
 Glucosio con sodio cloruro (rispettivamente 4% p/v e 0.18% p/v)
 Glucosio con sodio cloruro (rispettivamente 2.5% p/v e 0.45% p/v)
 Sia in contenitori di polivinilcloruro sia di polipropilene.
È compatibile in infusione congiunta con i seguenti farmaci:
alfentanil cloridrato, droperidolo, fentanil citrato, midazolam cloridrato e sufentanil citrato.
Tuttavia se vengono somministrati attraverso lo stesso ago è consigliabile far defluire fra le due infusione una sufficiente quantità di soluzione idonea ad effettuare un lavaggio (per esempio sodio cloruro 0.9%).
Non è consigliabile l’infusione in soluzione con Ringer lattato e nella soluzione di Ringer lattato e destrosio al 5% in quanto è dimostrato che la degradazione del farmaco avviene più rapidamente.
Il Nimbex® è stabile solo in soluzioni acide per cui non deve essere mescolato nella stessa siringa o somministrato simultaneamente attraverso lo stesso ago con soluzioni alcaline come il tiopentone sodico.
Non è compatibile inoltre con il Ketorolac trometamina (lixidol®,toradol®) o emulsione iniettabile di propofol (diprivan).
TRACRIUM®
principio attivo: atracurio besilato
forma farmaceutica: soluzione per uso endovenoso contenente 10 mg/ml di Atracurio besilato
categoria farmaceutica: miorilassanti ad azione periferica.
note ed interazioni farmacologiche
Farmaco di nuova introduzione è inibitore non depolarizzante sul quale gli studi ancora devono dimostrare il progresso rispetto ai miorilassanti già disponibili. Questa sostanza viene farmacologicamente inattivata per mezzo di una idrolisi chimica non dipendente dall’organismo; ciò impone un controllo molto accurato del paziente per valutare l’andamento degli effetti del farmaco. Il tempo di dimezzamento nella fase di eliminazione è di circa 20 minuti. I dosaggi variano fra 0,3 e 0,9 mg/kg di peso.
È un bloccante neuromuscolare altamente selettivo, utilizzato in anestesia per facilitare l’intubazione tracheale e per ottenere il rilasciamento muscolare in ambito di procedure chirurgiche che lo richiedono e nella ventilazione controllata. È indicato anche l’utilizzo negli interventi di taglio cesareo.
Di particolare rilievo e il fatto che la somministrazione di Tracrium® può dar luogo a liberazione di istamina, pertanto bisognerà adottare cautele nel caso di pazienti con gravi patologie cardiovascolari che possano essere più sensibili agli effetti di una ipotensione transitoria ed in quelli con qualsiasi precedente nell’anamnesi (ad es. severe reazioni da ipersensibilità verso allergeni multipli ed asma) nei quali la liberazione di istamina possa comportare un grosso rischio.
Il blocco neuromuscolare può essere aumentato dalla somministrazione in concomitanza di anestetici inalatori come l’alotano, l’enflurano, l’isoflurano e di antibiotici aminoglicosidici (come la neomicina) e polipeptidici (come la polimixina), nonché dai sali di litio, sali di magnesio, procainamide e chinidina.
Come per gli altri agenti non depolarizzanti per prolungare l’effetto di blocco neuromuscolare non bisogna somministrare miorilassanti depolarizzanti , come la succinidilcolina, perché ciò potrebbe indurre un “blocco misto” che può risultare difficile da risolvere con farmaci anticolinesterasici.
Effetti collaterali e precauzioni nella somministrazione
Nel caso di iniezione attraverso un vaso periferico di piccolo calibro, i residui del farmaco devono essere allontanati mediante un adeguato lavaggio con soluzione sterile iniettabile o soluzione fisiologica; qualora venissero somministrati contemporaneamente attraverso lo stesso ago o la stessa cannula posti in permanenza, altri farmaci anestetici oltre ala Tracrium®, è importante che ciascun farmaco venga allontanato introducendo soluzione sterile iniettabile o soluzione fisiologica.
Il farmaco va somministrato esclusivamente per via endovenosa ed è consigliabile somministrarlo lentamente per evitare la transitoria caduta pressoria che talvolta abbiamo detto può conseguire ad un’iniezione rapida.
L’effetto del blocco ha inizio entro 90 secondi dall’iniezione e alle dosi indicate può indurre un blocco di duratura variabile fra i 15 ed i 35 minuti.
Il blocco neuromuscolare può essere rapidamente e permanentemente risolto da dosi standard di anticolinesterasici, quali la neostigmina, avviene in circa 35 minuti, calcolati dalla ricomparsa della risposta tetanica a 95% di ripresa della normale funzione neuromuscolare.
Il Tracrium® è compatibile con le seguenti soluzioni per fleboclisi con i relativi periodi di stabilità:
 Fisiologica 0,9% p/v ïƒ 24 ore
 Glucosio 5% p/v ïƒ 8 ore
 Ringer ïƒ 8 ore
 Glucosio con sodio cloruro (rispettivamente 4,7% p/v e 0,18% p/v) ïƒ 8 ore
 Ringer lattato ïƒ 4 ore
Quando diluito in queste soluzioni per ottenere concentrazioni da 0,5 a 0,9 mg/ml le fleboclisi di Tracrium sono stabili, alla luce del giorno, a temperature fino a 30 °C. può essere anche diluito in acqua per preparazioni iniettabili ma questa di8luizione non è raccomandata per l’impiego in fleboclisi. Tale diluizione è stabile per 8 ore a temperature fino a 30°C.
Il Tracrium non deve essere miscelato nella stessa siringa con tiopentale o qualsiasi altra sostanza alcalina perché l’elevato PH lo renderebbe inattivo.
PAVULON®
principio attivo: pancuronio bromuro
forma farmaceutica: soluzione per uso endovenoso contenente 10 mg/ml di pancuronio bromuro
categoria farmaceutica: aminosteroide è una sostanza di blocco neuromuscolare di tipo non depolarizzante.
note ed interazioni farmacologiche
È un farmaco di sintesi che per la sua particolare struttura chimica gode di una alta affinità specifica per il recettore dell’acetilcolina situato nella placca neuromuscolare. Non avviene alcuna depolarizzazione delle placche terminali e non esercita alcuna attività ormonale. Il pancuronio è 5 volte più attivo della d-tubocurarina, inoltre è scarsamente attivo a livello gangliare per cui non si ha ipotensione; talvolta invece, si manifesta ipertensione e tachicardia. Ancora, non vi è liberazione di istamina. Se paragonato con la d-tubucurarina la sua azione risulta più rapida ma ugualmente protratta. In pazienti trattati con antidepressivi triciclici la somministrazione di questa sostanza provoca un’iperattività del simpatico. In presenza di disturbi del ritmo, quindi occorre evitarne l’uso.
L’inizio della sua azione è avviene in genere dopo45 secondi dalla somministrazione ed il suo effetto massimo si ha dopo 90-120 secondi, con una durata media di 60 minuti (tenendo sempre presente che per quando riguarda i miorilassanti esiste sempre una variabilità dose-risposta).
Rispetto agli altri miorilassanti il Pavulon® possiede alcune caratteristiche peculiari:
 Ha un inizio di azione più rapido degli altri miorilassanti non depolarizzanti.
 Non causa fascicolazioni connesse con altri miorilassanti non depolarizzanti.
 Non esercita alcuna influenza sulla liberazione di istamina, per cui non si verificano broncocostrizioni ed altri fenomeni allergici.
Effetti collaterali e precauzioni nella somministrazione
Come per tutti i miorilassanti causando paralisi dei muscoli respiratori è necessario provvedere all’intubazione del paziente ed alla ventilazione assistita fino ala scomparsa degli effetti del farmaco.
Il Pavulon® deve essere somministrato con cautela nei pazienti con insufficienza renale in quanto viene escreto in parte nelle urine ancora immodificato come anche nei pazienti con tendenza all’ipertensione come nel feocromocitoma o nelle ipertensioni causate da malattie renali.
In alcune condizioni del paziente si hanno influenze con l’attività del farmaco:
 Effetto aumentato:
o Ipokaliemia (p.e. dopo emesi importante, diarrea, digitalizzazione),ipermagnesiemia,ipocalcemia (dopo trasfusione massiva), ipoprotinemia, disidratazione, acidosi, ipercapnea, cachessia, miastenia grave, sindrome miastinica, anestesia profonda, insufficienza renale.
 Effetto diminuito:
o Ipotermia.
Anche l’iterazione con alcuni farmaci può alterare gli effetti del farmaco:
 Effetto aumentato:
o Anestetici: alotano, etere, enflurano, isoflurano, metossiflurano, ciclopropano, tiopentale, metossitale.
o Altre sostanze di blocco neuromuscolare non depolarizzante.
o Precedente somministrazione di succinidilcolina
o Altri farmaci:
 Antibiotici: antibiotici aminoglicosidici e polipeptidici, metronidazolo e imidiazolo
 Diuretici, sostanze bloccanti beta adrenergiche, tiamina, farmaci I.M.A.O.,chinidina, portamina, sostanze bloccanti alfa-adrenergiche, sali di magnesio, imidiazolo, metronidazolo.
 Effetto diminuito:
o Neostigmina, edrofonio, piridostigmina, noradrenalina, azatioprina, teofillina, KCL, CaCl2, precedente somministrazione di corticosteroidi.
Per quando riguarda la via e le modalità di somministrazione il Pavulon® può essere somministrato esclusivamente per via endovenosa e non dovrebbe essere diluito con altre soluzioni nella stessa siringa poiché un’alterazione del Ph potrebbe inattivarlo e provocare precipitazione. Non richiede particolari indicazioni per la conservazione; è consigliata la conservazione a 2-8°C e la sua stabilità a 25°C è di circa sei settimane.
MIDARINE®
principio attivo: suxametonio (succinildicolina)
forma farmaceutica: soluzione endovenosa iniettabile per uso endovenoso con concentrazione di 50 mg/ml
categoria farmaceutica: miorilassanti dotato di breve azione farmacologia; inibisce la trasmissione neuromuscolare mediante depolarizzazione dei recettori colinergici delle placche motorie dei muscoli scheletrici.
Note ed interazioni farmacologiche
L’attività di una dose paralizzante si esaurisce entro 10 minuti circa, poiché questo estere viene idrolizzato sia spontaneamente sia da colinesterasi aspecifiche. In questo processo di in attivazione si forma l’estere monocolinico dell’acido succinico che possiede ancora un meccanismo bloccante. Durante la somministrazione di Midarine® il tasso sierico di potassio può raggiungere livelli elevati; l’aumento di potassio sia a livello plasmatico che extracellulare è dovuto alla depolarizzazione prolungata della placa neuromuscolare.
Tale struttura, pur rappresentando meno dell’1% della fibra muscolare, è in grado di determinare un cospicuo flusso di potassio, lungo il suo gradiente di concentrazione, dalla fibra muscolare allo spazio extracellulare. La liberazione del potassio dal muscolatura aumenta eccessivamente se i muscoli sono denervati, poiché in tal caso la superficie globale del muscolo depolarizzata è molto maggiore.
Pertanto i rilassanti muscolari depolarizzanti, come la Midarine® non dovrebbero essere impiegati qualora la muscolatura del soggetto da sottoporre ad intervento chirurgico o manovra rianimatoria abbia subito delle “alterazioni” nei giorni o settimane precedenti. Ciò può verificarsi nel caso di incidenti con lesioni dei nervi motori o del midollo spinale.
Il suxametonio aumenta la pressione intraoculare provocando una contrattura dei muscoli oculari esterni; è quindi controindicato in molti interventi oculistici.molto di rado è stata osservata una grave paralisi neuromuscolare di lunga durata (deficit acquisito o anomalia genetica della colinesterasi in pazienti con patologie gravi a livello epatico , anemie gravi, grave disidratazione, alterazioni della temperatura corporea, esposizione a pesticidi neurotossici o in pazienti trattati con chemioterapici o antimalarici). Questa condizione può essere migliorata con l’iniezione di colinesterasi altamente purificata.
Effetti collaterali e precauzioni nella somministrazione
La Midarine® ha come complicazione frequente, ma non pericolosa, la comparsa di dolori di tipo mialgico che si manifestano specialmente dopo sforzo. Queste algie, che compaiono un giorni dopo l’iniezione e possono interessare interi gruppi muscolari, possono essere evitate mediante un pretrattamento con D-tubocurarina; le quantità impiegate a questo scopo sono basse, tali da non provocare blocco neuromuscolare.
Occorre tenere ben presenti gli effetti collaterali sull’apparato cardiocircolatorio: bradicardia transitoria, seguita da tachicardia e ipertensione che possono essere riferite ad una stimolazione gangliare. Inoltre l’aumento eccessivo e rapido della potassiemia può portare a ibridazione ventricolare e d arresto cardiaco.
L’infusione della Midarine® se effettuata in soluzione deve essere effettuata mediante diluizione con soluzione fisiologica sterile o soluzione sterile di destrosio al5%.
Il Midarine® non deve essere mescolata nella stessa siringa con latri farmaci bloccanti neuromuscolari o anestetici generali, particolarmente col tiopentone o con qualsiasi altro farmaco.
Il farmaco per una corretta conservazione deve essere mantenuto ad una temperatura non superiore ai 10°C.
IPNOVEL 5-15®
principio attivo: midazolam
forma farmaceutica: fiale per uso intramuscolare o endovenoso da 5 mg (1 ml) o 15 mg (3ml).
categoria farmaceutica: sedativo/anestetico con un effetto ipnoinducente molto rapido, intenso e di breve durata.
Note ed interazioni farmacologiche
Il midazolam è una benzodiazepina che agisce immediatamente e inoltre ha un’emivita molto breve. No ha effetti analgesici per cui la copertura dal dolore deve essere effettuata mediante la somministrazione di appositi medicamenti.
Per i suoi effetti presenta il rischio di indurre gravi eventi avversi a livello cardiorespiratori, specie nel caso venga somministrato a pazienti ad alto rischio: anziani, debilitati, pazienti con disturbi ostruttivi respiratori, con insufficienza renale cronica od epatica, o con scompenso cardiaco congestizia.con alcuni farmaci quali cimetidina, eritromicina, diltiazem, verapamil, ketokonazolo,e itraconazolo, l’effetto del midazolam può risultare accentuato.
La sua inibizione invece può avvenire ad opera di numerosi farmaci ma non esistono precise indicazioni al riguardo. Un effetto di particolare rilevanza è l’amnesia retrograda che può essere indotta dal farmaco indoro infusione; la durata di questo effetto è direttamente proporzionale alla dose somministrata; si possono altresì manifestare reazioni paradosse quali aggressività, agitazione ed eccitamento parossistico soprattutto in pazienti o adolescenti, bambini, pazienti e con pregressa storia di abuso di alcool.
Effetti collaterali e precauzioni nella somministrazione
L’Ipnovel® può essere diluito con:
 sodio cloruro allo 0.9%.
 glucosio al 5% ed al 10%.
 Levulosio al 5%.
 Soluzione di Ringer e Hartmann in una miscela di 125 mg di midazolam per 10-1000 ml di soluzione infusionale.
Queste soluzioni rimangono stabili da un punto di vista chimico e fisico per 24 ore a temperatura ambiente (o per 3 giorni in frigorifero a 2-8°C).
Una soluzione più concentrata di midazolam può provocare precipitati del principio attivo, in particolare se il pH della soluzione è superiore a 4,5-5.
L’Ipnovel® non deve essere miscelato con soluzioni alcaline e precipita se in presenza di bicarbonato di sodio.
Come effetti indesiderati a seguito di una troppo rapida infusione si possono verificare alterazione della pressione arteriosa (nell’ordine di una diminuzione del 15% della pressione sistolica ed un proporzionale aumento della frequenza cardiaca), si possono anche manifestare episodi di extrasistoli.
La conservazione no richiede particolari attenzioni, qualora il farmaco fosse conservato ad una temperatura troppo bassa si possono formare dei precipitati che si dissolvono riportando il farmaco a temperatura ambiente.
Bibliografia
 I farmaci del servizio sanitario nazionale;anno I-N°1/2001;Ministero Della Sanità
 Il “Washington”-Manuale di terapia;28°edizione
 Farmacologia e tossicologia;4°edizione;Kuschinsky &al
 Il paziente critico;Gentili&al
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