Associazione Italiana Formazione Emergenza

Dettaglio convegno

Farmaci Cardiovascolari Utilizzati Nell’urgenza

12/03/2008

ADRENALINA® Principio attivo: adrenalina in soluzione uno: 1000 Farmacologia È una catecolamina prodotta dal nostro organismo a livello midollare della surrene. Va a stimolare i recettori  e  adrenergici dando due diversi effetti:  Effetti : aumento delle resistenze vascolari periferiche e la pressione arteriosa. A dosi maggiori può dare vasocostrizioni delle arterie bronchiali e renali e può ridurre il flusso ematico a cute e mucose.   Effetti : si riscontrano a dosi moderate e sono classificati in: 1: effetto cronotropo ed inotropo positivo con aumento della gittata cardiaca, della FC, della PAO e del flusso ematico coronarico e cerebrale. 2: rilasciamento della muscolatura liscia bronchiale. L’adrenalina inoltre riduce il broncospasmo, la congestione polmonare e l’edema polmonare, incrementando anche il volume corrente e la capacità vitale. Può anche inibire la liberazione di istamina. Indicazioni È un vasocostrittore utilizzato nella fibrillazione ventricolare, nella tachicardia ventricolare senza polso, nell’asistolia e in caso di grave bradicardia. Usato anche negli attacchi asmatici refrattari e nelle gravi reazioni acute di ipersensibilità. Gestione L’adrenalina deve essere conservata al riparo dalla luce. Nel momento della preparazione è bene osservarne l’aspetto: se il farmaco si presenta di colore marrone/rosato o è presente del precipitato, questo andrà immediatamente gettato via. Per quel che riguarda l’infusione, essa dovrà avvenire attraverso grosse vene o meglio attraverso vene centrali, controllando sempre il sito di infusione al fine di cogliere tempestivamente segni di ischemia o stravaso che possono causare necrosi. L’infusione richiede l’utilizzo di pompe infusionali che permettono un controllo preciso del farmaco e la monitorizzazione continua dei parametri vitali e dell’ECG. Nel caso in cui l’adrenalina venga infusa con altri farmaci, occorre ricordare che alcuni provocano un potenziamento dei suoi effetti (ad es. simpatico mimetici, antidepressivi triciclici, digitale e antistaminici), mentre altri ne sono antagonisti (nitrati,  e  bloccanti, fenotiazine come il Talofen®). Effetti indesiderati I più comuni sono: cefalea, pallore, tremore, sudorazione, debolezza respiratoria, palpitazioni, nausea, vomito, insufficienza renale e contrazione della diuresi. In caso di uso prolungato, si può manifestare tolleranza. ATROPINA® Principio attivo: atropina solfato Farmacologia È un agente anticolinergico e antimuscarinico che inibisce l’azione dell’acetilcolina. Produce effetti a livello del SNC e del cuore, eliminando la bradicardia e i blocchi atrio ventricolari. Inibisce inoltre la sudorazione e la salivazione e può agire anche come potente broncodilatatore. Indicazioni Riduzione delle secrezioni nasali e salivari in Anestesia. Prevenzione di bradicardie, ipotensione e aritmie cardiache in ambito chirurgico. Prevenzione e trattamento di bradicardia, ipotensione e BAV in emergenza. Gestione: il farmaco non presenta criteri particolari per la sua conservazione ma richiede, per l’infusione, la monitorizzazione costante di ECG e parametri vitali. L’atropina non deve venire miscelata in soluzione con noradrenalina, metaraminolo o bicarbonato di sodio. I suoi effetti possono venire potenziati da farmaci quali antidepressivi triciclici, benzodiazepine, antistaminici, nitriti, nitrati, corticosteroidi, aloperidolo (Serenase®), amantadina e potenziare, a sua volta, ciclopropano e tiazidici. Al contrario, altri composti possono essere antagonisti degli effetti dell’atropina, ad es. la reserpina (antipsicotico) e l’istamina; mentre il metoclopramide può essere antagonizzato. Effetti collaterali I maggiormente riscontrati sono: agitazione, allucinazione, debolezza, febbre, tremore, paralisi respiratoria, palpitazioni, bradicardia, nausea e vomito, ritenzione urinaria. E’ da usare con cautela in pazienti con febbre o esposti a rialzi di temperatura in quanto può scatenare crisi ipertermiche. CATAPRESAN®: Principio attivo: clonidina Farmacologia La clonidina agisce a livello centrale stimolando i recettori 2 pre-sinaptici responsabili della regolazione della liberazione di noradrenalina, dando così effetto ipotensivo. Indicazioni Crisi ipertensive, tutte le forme di ipertensione arteriosa soprattutto quelle in cui sussiste un’impossibilità temporanea alla somministrazione di farmaci per via orale o questa non si dimostri efficace. Non ha alcun effetto nell’ipertensione da feocromocitoma. Gestione Non esistono indicazioni particolari riferite alla sua conservazione. Durante la prima settimana del trattamento, la clonidina può dare effetto sedativo. Il suo effetto ipotensivo può essere potenziato, anche a scopo terapeutico, dalla somministrazione contemporanea di altri antipertensivi come diuretici, vasodilatatori,  bloccanti, calcio antagonisti e ACE inibitori mentre l’efficacia può essere ridotta da parte di antinfiammatori steroidei. La somministrazione contemporanea di antidepressivi triciclici e neurolettici può annullarne l’effetto. La somministrazione può avvenire per via EV, IM, SC, tenendo presente che la fiala va diluita con 10cc di fisiologica e la durata dell’iniezione deve durare 10 min. e il paziente deve essere in posizione supina al fine di evitare fenomeni ortostatici. Effetti collaterali Sedazione, secchezza delle fauci, costipazione, nausea e vomito, cefalea, allucinazioni, confusione. Inoltre si può riscontrare un aggravamento delle bradiaritmie. CORDARONE®: Principio attivo: amiodarone cloridrato Farmacologia Ha attività anticolinergica che protegge il cuore da tale stimolazione, ne diminuisce sensibilmente il lavoro e, di conseguenza, riduce il consumo di O2. Inoltre aumenta le riserve energetiche del cuore, motivo per cui è indicato negli stati di ischemia miocardica. Indicazioni Trattamento profilattico dell’angina pectoris; trattamento e prevenzione di gravi disturbi del ritmo resistenti ad altre terapie specifiche (tachicardie sinusali e sopraventricolari, extrasistoli atriali, flutter, fibrillazione atriale, tachicardia giunzionale). Gestione Il farmaco deve essere infuso attraverso dispositivi d’infusione ed è fondamentale la monitorizzazione cardiologica. Durante il trattamento è sconsigliata l’esposizione al sole. A meno che non esista un preciso ordine medico, l’amiodarone non deve mai essere somministrato in concomitanza con altri antiaritmici e, nel caso in cui venga associato con digossina, è bene tenere presente che si può verificare un aumento di tale sostanza a livello plasmatico. E’ controindicata anche l’associazione con alcuni diuretici e lassativi,  bloccanti. I.M.A.O. (Parmodalin®) ed è necessario correggere l’ipokaliemia prima di iniziare un trattamento con tale farmaco in quanto essa può rendere nullo l’effetto del farmaco. Effetti collaterali Raramente si verificano casi di fotosensibilizzazione, iperpigmentazione e dispnea. Deve essere somministrato con prudenza a soggetti con alterazioni tiroidee in quanto il principio attivo contiene iodio. DOBUTREX®: Principio attivo: dobutamina cloridrato Farmacologia È un derivato sintetico della dopamina. Ha azione inotropa positiva sul cuore attraverso i recettori  adrenergici attraverso i quali aumenta la gittata cardiaca, il flusso coronarico e il consumo miocardico di O2. Diminuisce le resistenze periferiche. Gli effetti vengono classificati in: 2: riduzione resistenze periferiche. Ipotensione 1: effetto vasocostrittore Facilita inoltre la conduzione atrio-ventricolare. Indicazioni Casi in cui si rende necessario un supporto inotropo positivo nel breve periodo di tempo in pazienti con scompenso da ridotta contrattilità del miocardio, inclusi gli infarti destri. Gestione La soluzione una volta preparata, deve essere utilizzata entro le 24 ore. La preparazione deve tener conto che il farmaco è incompatibile con le soluzioni alcaline e non deve essere mescolato con soluzioni di bicarbonato di sodio al 5%, eparina, cefalosporine e penicilline. Al momento della somministrazione, la dobutamina deve essere ulteriormente diluita in flacone per uso endovenoso almeno fino a 50 ml usando uno dei seguenti solventi:  Destrosio 5%  Destrosio 10%  Destrosio 5% e NaCl 0,9/0,45%  Ringer lattato  NaCl 0,9%  Lattato di sodio Talvolta il farmaco può assumere un colorito rosato che non prevede l’eliminazione del farmaco in quanto esso è dovuto a ossidazione del principio attivo. E’ necessario correggere l’ipovolemia prima di iniziare il trattamento. Durante la somministrazione (in pompa infusionale) di dobutamina è necessario monitorare PAO, ECG e valori emodinamici. Controllare sempre il sito di infusione per la comparsa di possibili flebiti. Gli effetti della dobutamina possono venire potenziati da. Nitroprussiato, ciclopropano, antidepressivi triciclici mentre possono essere antagonizzati dai  bloccanti. E’ stato osservato che la dobutamina può inibire in parte l’azione dell’insulina. Effetti collaterali Cefalea, nausea e vomito, crampi, riduzione della PAO. EBRANTIL® Principio attivo: urapidil cloridrato Indicazioni È un antipertensivo usato nelle urgenze ed emergenze ipertensive. Gestione Le fiale di Ebrantil® possono venire somministrate per via endovenosa in bolo o per infusione continua a pazienti supino, diluite in soluzioni compatibili quali soluzione fisiologica salina, glucosata al 5/10 %, levulosio al 5%. L’effetto ipotensivo si ottiene in pochi minuti. La sua azione può essere potenziata da altri ipotensivi mentre non sono descritte interazioni con narcotici, cardioattivi, sedativi, anticoagulanti, diuretici, ipoglicemizzanti e antilipidemici. Effetti collaterali Un improvviso abbassamento della pressione può essere all’origine di bradicardia o arresto cardiaco. Sono stati anche riferiti: cefalea, vertigini, sudorazione, agitazione, dispnea palpitazione, aritmie dovuti solitamente al rapido abbassamento della pressione che questo provoca. ISOPTIN® Principio attivo: verapamil cloridrato Farmacologia È un calcio-antagonista che inibisce l’ingresso di Ca extracellulare nei canali del miocardio. Dilata le coronarie e le arterie sistemiche e diminuisce la richiesta di O2 da parte del miocardio attraverso una riduzione della pressione arteriosa e della contrattilità cardiaca. Indicazioni È utilizzato nell’insufficienza coronarica acuta e cronica, nella conversione delle tachiaritmie parossistiche sopraventricolari in ritmo sinusale. Gestione Non sono indicate particolari precauzioni per la conservazione. L’infusione deve avvenire attraverso l’uso di dispositivi che garantiscono un preciso controllo dell’infusione ed è necessario monitorare PAO, ECG, parametri vitali. E’ bene correggere l’ipovolemia prima della somministrazione di verapamil. Il suo effetto può venire potenziato da  bloccanti, warfarin, sulfamidici, farmaci antipertensivi, vasodilatatori, diuretici, ACE inibitori, mentre può essere antagonizzato da rifampicina , vitamina D, fenobarbital. Invece farmaci quali la digossina, il metoprololo possono venire potenziati dal verapamil. E’ consigliato evitare il miscelamento con I.M.A.O. Effetti collaterali Cefalea, vertigini, ipotensione, bradicardia, asistolia, nausea, eruzione cutanea e prurito. LANOXIN® Principio attivo: digossina Farmacologia È un glucoside ottenuto dalle foglie della Digitalis Lanata con effetto: • Inotropo positivo: aumento forza e velocità delle contrazioni cardiache • Cronotropo negativo: rallenta la FC • Dromotropo negativo: riduce la conduzione del nodo atrio-ventricolare. Indicazioni Trattamento dell’insufficienza cardiaca congestizia (migliora la gittata cardiaca e riduce le pressioni ventricolare sinistre, polmonare, venosa e sistemica senza effetti sul flusso coronarico); trattamento di fibrillazione atriale, flutter e tachiaritmie atriali. Gestione La conservazione deve avvenire in un luogo asciutto. La somministrazione prevede la monitorizzazione attenta di ECG e parametri vitali. L’uso parenterale deve essere limitato a casi di impossibilità alla deglutizione o alla necessità di una rapida digitalizzazione. In queste occasioni il farmaco, diluito con soluzione di NaCl 0,9/0,18 % o glucosata 4/5%, dovrà essere iniettato in un tempo pari a 15 min. La via IM dovrà essere evitata per non creare necrosi del muscolo così come la via sottocutanea. La digossina può avere effetto tossico sul miocardio, soprattutto se il soggetto ha una carenza di potassio: viene quindi consigliata la correzione dell’ipopotassiemia. L’effetto della digossina può venire potenziato da: Ca antagonisti, corticosteroidi, diuretici, insulina, simpatico mimetici, amiodarone, mentre l’effetto antagonista si ottiene da alcuni farmaci antitumorali, ormoni tirodei, sali di magnesio e potassio. Effetti collaterali Cefalea, debolezza apatia, afasia, confusione mentale, comparsa di ritmi giunzionali, extrasistole, nausea, vomito diarrea, eruzioni cutanee. LASIX®20MG Principio attivo: furosemide Farmacologia Il furosemide determina l’aumento dell’eliminazione idrica e salina e, grazie al suo dose dipendente, è possibile ottenere la diuresi guidata. In via endovenosa, il furosemide agisce in pochi minuti così come per via intramuscolare, mentre per via orale l’effetto si verifica in 4-6 h. Indicazioni: edemi di genesi cardiaca, ascite cirrotica, ipertensione di grado leggero o medio, edemi di origine renale. Gestione La conservazione prevede la protezione da fonti luminose, mentre la preparazione deve tener conto che il furosemide, avendo pH 9, può essere unicamente miscelato con soluzione fisiologica, con soluzione di Ringer, con soluzione neutra di glucosio cioè soluzioni alcaline. Sono da evitare le soluzioni acide soprattutto quelle di vitamina C e B, adrenalina e noradrenalina. Il farmaco non deve essere miscelato ad altri farmaci nella stessa siringa (in particolare alcaloidi, sedativi e antistaminici). Sebbene il Lasix® porti raramente ipopotassiemia, si raccomanda l’assunzione di una dieta ricca di potassio (banane, spinaci e patate). Effetti collaterali Stanchezza, vertigini, sete, disturbi della minzione e disidratazione associata a ipovolemia particolarmente nei pazienti più anziani. Se contemporaneamente non vengono infusi elettroliti, si può avere carenza di tali elementi che possono causare astenia e confusione. LASIX®250 Ha le stesse caratteristiche del farmaco a basso dosaggio, solamente le indicazioni sono differenti: il Lasix®250 è infatti soprattutto indicato nei casi di pazienti con filtrazione glomerulare molto compromessa, in casi di oliguria-anuria, in edemi polmonari cronici e in stati di shock. E’ corretto utilizzarlo in soluzione con 250 cc di Ringer. LIDOCAINA 2% Principio attivo: lidocaina cloridrato Farmacologia È un farmaco antiaritmico con proprietà di anestetico locale. Può ridurre la FC e la conduzione AV e aumentare il flusso ematico coronario. Deprime il SNC con azione sedativa, analgesica e anticonvulsivante, deprimendo i centri faringei e della tosse. Indicazioni Extrasistolia ventricolare, tachicardia e fibrillazione ventricolare. Gestione La conservazione non richiede specifiche precauzioni al contrario della modalità di somministrazione. Infatti l’infusione deve avvenire attraverso regolatori di flusso e il paziente deve essere tenuto sotto stretto controllo elettrocardiografico nonché elettrolitico. Il farmaco deve venire diluito in 10 cc di acqua distillata o fisiologica e il sto di infusione deve essere regolarmente controllato al fine di identificare precocemente segni di tromboflebiti. La lidocaina non deve venire infusa in concomitanza con  bloccanti, chinidina e fenitoina in quanto essi ne potenziano l’effetto. Effetti collaterali Depressione respiratoria, vertigini, , convulsioni, coma, arresto cardio-respiratorio, nausea e vomito. REVIVAN® Principio attivo: dopamina cloridrato Farmacologia È una catecolamina precursore della noradrenalina ad azione stimolante dei recettori adrenergici. Provoca il rilascio della noradrenalina dai siti di accumulo. A seconda del dosaggio a cui viene utilizzata, essa può dare differenti effetti:  basso dosaggio: dilatazione dei letti vascolari renale, mesenterico, coronarico ed intracerebrale; aumento del flusso renale e dell’escrezione di sodio e diuresi.  alto dosaggio: aumento della FC, della gittata cardiaca, del flusso coronarico e del consumo di O2. Indicazioni Miglioramento della funzione cardiaca, aumento della pressione e del flusso ematico renale nelle fasi precoci dello shock dovuta a setticemia, trauma e infarto miocardico acuto. Gestione La sua somministrazione va effettuata attraverso grosse vene o meglio, attraverso una vena centrale e controllata con l’ausilio di pompe infusionali. In caso di stravaso o ischemia, l’infusione deve venire immediatamente sospesa. Inoltre è necessario monitorare in continuo pressione arteriosa, ECG e parametri emodinamici. Non è consigliata la miscela con soluzioni alcaline, bicarbonato, sali di ferro e farmaci ossidanti, mentre è possibile la combinazione con noradrenalina per aumentarne il beneficio. Gli effetti della dopamina possono essere potenziati da I.M.A.O, antidepressivi triciclici e diuretici e antagonizzati da  e  bolccanti. Effetti collaterali Cefalea, ipotensione, bradicardia, aumento della glicemia. RITMONORM® Principio attivo: propafenone cloridrato Farmacologia È un antiaritmico dotato di azione anestetica locale. Indicazioni Aritmie ipercinetiche, tachicardie e tachiaritmie ventricolari o sopraventricolari. Gestione Le fiale devono essere mantenute a una temperatura superiore a 15° gradi e, nel momento dell’infusione, occorre non miscelare il farmaco in soluzione fisiologica in quanto potrebbe formarsi del precipitato. Per via endovenosa ogni fiala deve essere diluita in glucosata o fruttosio 5% e somministrato in 1-3h con l’ausilio di pompe infusionali. Il paziente deve essere tenuto sotto controllo elettrocardiografico e pressorio. I  bloccanti ne possono potenziare l’effetto. Effetti collaterali Rari sono i casi di nausea e vomito. Il rischio è dato dalla comparsa di tachicardie ventricolari, FV e flutter atriali. L’uso in pazienti con asma e broncospasmo e asma va controllato, in quanto il propafenone può favorirne la comparsa. VENITRIN® Principio attivo: nitroglicerina Farmacologia Produce un rilassamento della muscolatura liscia, interessando la capacità dei vasi venosi e la resistenza dei vasi arteriolari. Antagonizza l’effetto dell’istamina e dell’acetilcolina. Diminuisce il consumo di O2 del miocardio, riducendo il pre-carico e, in via riflessa, può aumentare la FC e la contrattilità miocardica. Riduce le resistenze vascolari sistemiche e polmonari, aumentando così l’apporto ematico al cuore. Trattamento dell’infarto miocardico acuto, dell’angina, dell’edema polmonare acuto e subacuto e delle crisi ipertensive. Gestione Il farmaco va protetto dai raggi del sole. Va somministrato con infusione controllata in pazienti monitorizzati dal punto di vista cardiologico e pressorio. Il farmaco va diluito in fisiologica o glucosata al 5%. Utilizzare il deflussore presente nella confezione o comunque deflussori non in PVC per evitare che la nitroglicerina rimanga adesa alle pareti. Il suo effetto può venire potenziato da diuretici e altri antipertensivi nonché da acido acetilsalicilico. L’eparina può invece venirne antagonizzata. Effetti collaterali Cefalea, confusione mentale, bronchiti e altre infiammazioni delle vie respiratorie, bradicardia, shock, eruzioni cutanee nausea e vomito.
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